Le mostre in corso a Castel Belasi, centro d'arte contemporanea per la pratica ei lpensiero ecologici in un maniero medievale nelle Alpi

 
   CASTEL BELASI

       centro d'arte contemporanea per pratica e pensiero ecologici in un maniero medievale nelle Alpi
 
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Wim Delvoye
                    Atlas # 1, 2003, Cibachrome print on aluminium, 100
                    x 125 cm Courtesy the artist



Come isole 

Arte contemporanea dal globo sui temi ambientali in collaborazione con MUSE – Museo delle Scienze

 

1 giugno – 27 ottobre 2024

Opening: 31 maggio H 18:30

 

Janet Bellotto (CA/UAE), Stefano Cagol (IT), Wim Delvoye (BE), Heba Dwaik (KWT/EG), Annamaria Gelmi (IT), Mary Mattingly (US), Gianni Motti (IT/CH), PSJM (ES), Thiago Rocha Pitta (BR), Esther Stocker (IT/AT)

Millennials (IT): Michela Longone, Silvia Negrini, Monica Smaniotto, Marco Tagliafico

a cura di Stefano Cagol

 

L’approccio visionario dell’arte e quello anticipatore della scienza s’incontrano per immaginare futuri desiderabili.

L’idea di montagne come isole evoca un tempo in cui le Dolomiti erano atolli di un mare tropicale e apre a un paventato domani con terre che vengono sommerse dai flutti. Prende spunto dall’innalzamento del livello dei mari, la perdita dei ghiacciai e l’equilibrio tra gli elementi, e si confronta con i concetti di cambiamento e di tempo, tra un passato molto prima di noi e minacce di futuro. C’immaginiamo isolati dal resto nell’arrogante illusione di superiorità dell’essere umano contemporaneo e nel distaccamento fisico ed emotivo, che caratterizza quest’epoca digitale.

 

Riapre con inaugurazione il 31 maggio dopo la consueta pausa invernale Castel Belasi, spazio espositivo comunale di proprietà del Comune di Campodenno in un castello medievale del XII secolo ai piedi delle Dolomiti di Brenta in Val di Non, che si sta affermando negli ultimi anni come luogo privilegiato delle arti e della riflessione sulle questioni ambientali con la direzione artistica di Stefano Cagol.

La mostra “Come isole”, attraverso una quindicina di opere video, pittoriche, fotografiche e installative, datate tra oggi e gli anni Novanta, di una quindicina di artisti internazionali, nazionali e regionali, consolidati ed emergenti, procede per suggestioni, perché non possiamo pensare di essere entità che bastano a se stesse, lievitando distaccate dalla superficie terrestre.

Il percorso espositivo culmina con un’estesa video proiezione di Thiago Rocha Pitta (Brasile, 1980), un’opera in collezione al MoMA di New York, e apre con un’installazione dell’altoatesina basata a Vienna Esther Stocker (Italia, 1974), ora in mostra al MAXXI a Roma. I suoi accartocciamenti vengono letti nella loro capacità di mettere in discussione la nostra volontà di controllo e dominio sulla natura. Il tema dell’isola è affrontato in maniera irriverente dal fiammingo Wim Delvoye (Belgio, 1965) in una sua rara opera cartografica, mentre il rapporto con l’acqua è al centro della ricerca della canadese Janet Bellotto (Canada, 1973), attiva negli Emirati. Lo stupore verso la disarmante semplicità della natura viene inaspettatamente da un video di Heba Dwaik (Kuwait, 1983) realizzato al centro della megalopoli del Cairo, già inserito nella OFF Cairo Biennale. In mostra, anche l’artista trentina Annamaria Gelmi (Italia, 1943) con un’opera scultorea in ceramica, mentre l’americana Mary Mattingly (USA, 1978), già acclamata dal New York Times, mette in guardia dal peso della nostra società consumistica con un’opera che ha fatto da copertina al libro “Art in the Anthropocene”. Uno spiraglio di speranza viene aperto dalle “geometrie sociali” del collettivo spagnolo PSJM (Spagna: Cynthia Viera, 1973 e Pablo San José, 1969), che mettono in scena grafici, questa volta incoraggianti, su prospettive di miglioramento dell’aria e dell’uso delle risorse.

La mostra innesca un dialogo tra generazioni diverse, così alle opere di artisti internazionali consolidati s’intrecciano quelle di quattro millennials, nati in Italia negli anni Ottanta e Novanta. Le sculture in cera, carta e fusaggine blu di Michela Longone (Milano, 1995), la più giovane artista in mostra, rimandano a effimeri ghiacciai o iceberg. L’innalzamento dei mari è richiamato anche dal dipinto in smalto su tela di Silvia Negrini (Sondrio, 1982), mentre l’opera pittorica di Marco Tagliafico (Alessandria, 1985) è frutto dell’intervento dell’artista combinato con quello degli egenti atmosferici, come dichiarazione dell’importanza di lasciarsi andare alle leggi della natura. Il mezzo fotografico viene usato da Monica Smaniotto (Cles, 1986), che ritrae un corto circuito tra natura e rifiuti della nostra società.

La mostra chiude lapidariamente con un’opera di Gianni Motti (Italia, 1958), artista svizzero di origini italiane che ha partecipato a una quindicina di biennali nel mondo. Si tratta del video degli anni Novanta che fu esposto a inizio anni Duemila allo Swiss Institute di New York, nel quale lievita sulla cima di una montagna richiamando all’erroneo senso di superiorità che abbiamo sviluppato nei confronti di quanto ci circonda, quella hubrys greca che ci fa sentire più in alto degli dei. Non possiamo pensare di essere entità che bastano a loro stesse e si ergono sopra ogni cosa.

La mostra è curata da Stefano Cagol e realizzata in collaborazione con MUSE – Museo delle Scienze di Trento.

La project room nella Sala delle Decime è dedicata all’arte contemporanea emergente. La mostra 2024 s’intitola “Teorie dei climi” e raccoglie le opere degli artisti e i contributi dei curatori under 35 che hanno partecipato lo scorso anno alla masterclass di MUSE nell’ambito di We Are the Flood con la cura di Alessandro Castiglioni, autore del libro omonimo, e la partecipazione di Antonella Anedda e Franco Buffoni. I giovani artisti sono Giuseppe Bergamino, Noemi Cammareri, Andrea Gubitosi, Lorena Ortells, Nadia Tamanini, Gloria Tamborini; i contributi curatoriali sono di Paula Aguilera (CO), Irene Bernardi (IT), Eleni Kosmidou (EL), Giacomo Pigliapoco (IT).


IMAGES ABOVE: Wim Delvoye, Atlas # 1, 2003, Cibachrome print on aluminium, 100 x 125 cm, Courtesy the artist


  COMUNICATO STAMPA

PRESS KIT






























da giugno a ottobre mar-dom 10-18:30
CAS
TEL BELASI   via Castel
Belasi campodenno (trento)  val di non  italy
#castelbelasi  +39.348.7081417   info@castelbelasi.it